Colloqui

Primo Colloquio di SEC

Si è svolto sabato 16 novembre presso l’Istituto “Veritatis Splendor” di Bologna, il primo Colloquio SEC.

La presenza di docenti universitari, d’imprenditori e manager, di esperti e di studenti ha mostrato quanta ricchezza possa emergere dalla conversazione su argomenti importanti che, secondo l’etimologia latina del termine, con – loqui, "non è un seminario fatto per selezionare, nè una conferenza che possa mostrare la superiorità di uno o più individui, nè un parlare tanto per farlo ma uno scambio di opinioni per trovare una “lingua di contatto” ossia una linea di pensiero omogeneo", come ha dichiarato nell’introduzione il professor Zamagni.

In linea col pensiero che la saggezza consista nel fare domande più che nel dare risposte, il colloquio si è aperto, sul tema della relazione tra Economia civile e management, con alcuni quesiti posti dal primo oratore, tra cui: "L’economia aziendale fa parte della tradizione civile italiana?", "L’impresa può diventare più civile?" e ancora: "Qual è il ruolo del management e del controllo?". 

Le trasformazioni in atto nell’economia contemporanea stanno probabilmente rinvigorendo l’interesse per il ruolo dell’imprenditorialità nello sviluppo, tanto che qualcuno parla di una nuova “economia imprenditoriale”; in quest’ottica, ampio spazio è stato dato alla presentazione della figura di Adriano Olivetti, su cui si è generato un ricco scambio di opinioni che ha coinvolto, oltre alla relatrice e a qualche esperto, molti degli imprenditori e dei docenti presenti in aula. In particolare Luigino Bruni ha posto l’attenzione sulla delicata questione legata alla centralità dell’imprenditore nel modello “a stella”, spesso diffuso nel mercato italiano, che crolla quando viene a mancare la figura centrale attorno al quale si è costruito.

Si sono toccati a dire il vero molti altri argomenti, dalla distinzione tra profitto ed extraprofitto – valutando la possibilità di tassarlo in modo differente ma soprattutto osservandone la dipendenza dalle regole del gioco che, probabilmente, se sono tali è perchè manca la volontà di cambiarle – alla necessità di indicatori per la misurazione ed il controllo, dal desiderio di interrogarsi in ogni argomento sulla necessità di discernere cosa è civile e cosa non lo è al wishful thinking, dalle interrelazioni possibili e necessarie tra l’impresa ed i mondi vitali alla possibilità di enucleare gli imprenditori civili, sempre in una forma di apprendimento continuo e biunivoco, in uno scambio tra docente e discente che è proprio dell’economia civile.

L’aspetto che riteniamo significativo è stato proprio l’emergere di un insieme di relazioni interpersonali e la creazione di una profonda condivisione di numerose riflessioni concernenti ogni concetto economico su cui si è colloquiato, in un continuo fiorire e generare di pensieri ed idee concatenati tra loro che hanno alimentato, anziché liquidare, la curiosità ed il desiderio di approfondire, enucleandole, le stesse tematiche proposte ma originandone anche di nuove.

Per questa ragione siamo convinti che il Primo colloquio SEC sia stato davvero soltanto l’inizio di una serie, che ci auguriamo lunga, di momenti di fraternità, gratuità e dono reciproco, tipici dell’Economia civile.