Le parole chiave dell'Economia Civile
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Cesare Beccaria

Cesare Beccaria Bonesana (1738-1794) è un tipico rappresentante di una nobiltà milanese animata da grandi ideali, pur afflitta da più modesta capacità realizzativa. Nasce a Milano il 15 marzo 1738 da una famiglia che ha tradizioni di banchieri di successo e che è giunta a entrare nel patriziato della città.

Communitas

La comunità nasconde una ambivalenza radicale. Unico luogo di vita pienamente umana e di felicità, ma anche luogo di costante minaccia per l’individuo, per le sue libertà e i suoi diritti assoluti (Bruni 2009). La letteratura sociologica, ma anche quella economica, antropologica, o filosofica, ci mostrano la comunità come la grande protagonista del mondo antico, pre o para-moderno. La storia del rapporto tra mondo antico e comunità è complessa, e nasconde molte insidie teoriche. In un senso più radicale, il mondo antico non conosce la comunità, almeno nel suo significato di cum-munus.

Dragonetti Giacinto

Giacinto Dragonetti, di origini aquilane, si trasferì per gli studi prima a Roma, e poi, dal 1760, a Napoli, dove studiò giurisprudenza e divenne allievo di Genovesi. Di formazione giuridica, Dragonetti a poca distanza dalla pubblicazione del libro di Cesare Beccaria Dei delitti e delle pene, pubblicò a Napoli un piccolo libro dal titolo Delle virtù e dei premi (1766). 

Fraternità

La fraternità è il principio dimenticato della modernità, che ha sviluppato la libertà e l'uguaglianza, mettendoli alla base dei due principali sistemi economici dell'Otto e Novecento (capitalismo e socialismo), dimenticando il più fragile, ma essenziale, principio. La fraternità è un bene di legame, che fa sì che gli individui liberi e uguali diventino anche persone, cioè individui in relazione tra di loro. L'economia moderna soffre per mancanza di fraternità civile, e il suo posto lo prende il comunitarismo (dove la comunità diventa un io gigante), o l'anomia solitaria del capitalismo.

Gratuità

Non è il gratis (prezzo zero), ma prezzo infinito.
Non è neanche l'altruismo, né la filantropia, poiché è un atteggiamento morale, un "come", che porta ad accostarsi agli altri, alla natura, a se stessi non in cerca da qualcuno o qualcosa da usare a nostro vantaggio, ma da trattare con rispetto e in un rapporto di reciprocità.
C'è uno stretto rapporto tra gratuità e dono (se non lo intende come oggetto ma come atteggiamento e azione del soggetto), ma non tutti i doni sono uguali, poiché il dono che i latini chiamavano munus, e non donum, poneva l'accento sull'obbligo, che non era una faccenda di gratuità.

Incivilimento

Questa espressione, molto comune tra Sette e Ottocento e cara soprattutto alla scuola milanese di economia civile (Romagnosi), sottolineava che il primo indicatore di sviluppo, il benestare o il benessere di un popolo è il suo grado di civiltà, che viene molto prima della ricchezza e del benessere economico. L’incivilimento si misura sulla base delle virtù civili e della equa distribuzione della ricchezze, e i beni e le ricchezze sono valutate in base al loro contributo, o meno, all’aumento della civiltà dei popoli e delle comunità.

Pubblica felicità

Mentre gli USA ponevano nella loro dichiarazione di indipendenza (1776) il diritto alla ricerca della felicità a pietra angolare della loro way of life,  in Italia, a Napoli in particolare, si parlava da decenni di "pubblica felicità", una espressione che per lungo tempo era anche sinonimo della tradizione italiana di economia civile. La felicità pubblica nasce da un’etica delle virtù e del bene comune, mentre la ricerca della felicità mette al centro l’individuo. In questi tempi di crisi stiamo vedendo che la stessa ricerca individuale di felicità no si compie senza prendere sul serio la dimensione sociale e relazionale. Non c’è felicità individuale senza quella pubblica. In Toscana nel settecento l’espressione usata dagli economisti di questa terra, eredi dell’Umanesimo civile, era benestare, che ricorda il seniano well-being.

Reciprocità

La reciprocità è la principale legge della vita in comune. È una e molte al tempo stesso. Ogni rapporto dove c'è un dare e un ricevere mutuo è una forma di reciprocità (dal latino rectus-procus-cum), ma esistono diversi registri o forme della reciprocità, che vanno dalla più semplice, il contratto, alla più sofisticata, che possiamo chiamare "reciprocità incondizionale", dove non si pretende la risposta, ma se manca la relazione è malata. Ci sono ancora altre forme di reciprocità, dalla diretta all'indiretta, dalla sociale alla generalizzata, e la prospettiva dell'economia civile tende a non contrapporre tra di loro le varie forme di reciprocità, ma a leggere le une complementari alle altre.